GIOVANI IDV… E SOLIDARIETA’

ALLUVIONE MESSINA 2

 

PER TUTTI COLORO CHE HANNO PERSO TUTTO

DONIAMO  1,00 EURO

MANDANDO UN SMS AL

48580

IL GRUPPO GIOVANILE  IDV DELLA PROVINCIA DI MESSINA

RINGRAZIA ANTICIPATAMENTE

INOLTRE SAREMO IMPEGNATI DOMENICA 01/11/2009 A MILAZZO DALLE 09:30 ALLE 13:00 IN UNA RACCOLTA FONDI E DI BENI DI PRIMA NECESSITA’ PER GLI ALLUVIONATI DELLA NOSTRA PROVINCIA

VI ASPETTIAMO.

COORDINATORE PROVINCIALE GIOVANI

GIANLUCA LIBRO.

 

 

Il Governo privatizza l’acqua. De Magistris: “E’ un bene pubblico, non del mercato”

ACQUA POTABILESeminerà più sofferenza e vittime dei conflitti per il controllo del petrolio e del gas, perché la popolazione planetaria cresce e i cambiamenti climatici rendono l’acqua una risorsa preziosa e sempre meno disponibile. Così la guerra per l’oro blu rischia di diventare il prossimo terreno di scontro fra Nord e Sud del mondo, causa di migrazioni dei popoli, origine della discriminazione sociale anche nel mondo sviluppato tra chi potrà accedervi e chi ne resterà privo.

Per questo è indispensabile respingere fin da oggi la lunga e pericolosa mano del mercato, il suo tentativo di controllare e speculare su un bene tanto prezioso quanto raro. Contrastare, quindi, ogni forma di privatizzazione dell’acqua, diffondendo il principio che l’acqua è un diritto e come tale va considerato un bene comune, da garantire a tutti e da tutti gestita.

Una battaglia che coinvolge anche il nostro Paese, dove i tentativi di privatizzazione, che rispondono a livello locale al bisogno delle amministrazioni di fare cassa, devono essere respinti. Così come da respingere è l’azione del Governo, che in occasione del Cdm, lo scorso 9 settembre, ha varato le modifiche all’articolo 23 bis della Legge 133/2008 all’interno di un decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Figlio dell’accordo tra il ministero degli Affari regionali e della semplificazione della legislatura, cioè di Fitto e Calderoli, con la benedizione ovviamente di Confindustria, queste modifiche riguardano l’affidamento dei servizi pubblici locali e stabiliscono che la gestione di questi stessi servizi veda protagoniste, attraverso bandi di gara, società miste, il cui socio privato deve possedere non meno del 40% ed essere socio industriale con compiti di gestione operativa.

Tradotto in parole semplici: anche l’acqua è sottratta alla gestione pubblica e affidata al mercato, quindi possibile forziere di arricchimento e speculazione privata. Una scelta grave, compiuta nel silenzio mediatico e politico, coperta dal Governo attraverso l’abito mistificatorio del decreto legge, che aveva come unico fattore di urgenza quello di rendere subito l’acqua non più un bene di tutti ma patrimonio di pochi, funzionale al loro arricchimento.

Di questa decisione il Governo deve rendere conto e per questo ho deciso di presentare al Parlamento europeo un’interrogazione sul tema. Nel 2006 proprio Bruxelles ha approvato una risoluzione che afferma che “l’acqua è un bene comune dell’umanità e come tale l’accesso costituisce un diritto fondamentale della persona umana”. Nel marzo 2007, sempre a Bruxelles, si è riunita l’Assemblea mondiale dei cittadini e degli eletti per l’acqua ed è stata approvata una lettera rivolta a tutti i capi di stato e di governo del mondo, a tutti i presidenti dei parlamenti nazionali e sovranazionali e ai membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per richiedere un impegno sul tema.

La battaglia per l’acqua come bene pubblico e diritto universale, in Italia e in Europa ma anche nel resto del Pianeta, è uno dei tasselli essenziali per costruire “un altro mondo possibile”. Cominciando appunto dal nostro Paese, dove le forze politiche devono unirsi nella richiesta all’esecutivo di cancellare le modifiche alla legge 23 bis; dove le amministrazioni locali, in particolare i comuni, devono dichiarare l’acqua bene di tutti e privarla di rilevanza economica, scegliendo di affidarla alle aziende pubbliche ad esclusivo capitale pubblico, così come dovrebbe fare il Governo.

In Commissione Ambiente della Camera, infine, è stata depositata una Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica dell’acqua che ha raccolto 400mila firme. Che fine ha fatto e perché continua a riposare dimenticata in Commissione, quando in Italia l’acqua scarseggia e in Sicilia è già oggetto di razionamento ma soprattutto di controllo mafioso?

Sul tema l’Italia dei Valori ha presentato recentemente una mozione in Parlamento per chiedere al Governo di tutelare i diritti dei cittadini perché l’acqua sia rispettata come bene inalienabile e indisponibile, soprattutto da parte delle lobby e delle multinazionali, insomma del mercato.

L’acqua è stata indicata nel settembre 2007 dall’Onu come un diritto umano, estensione del diritto alla vita. Non siamo quindi soli in questa battaglia: forum e associazioni non solo esistono ma lavorano già da tempo per riconsegnare l’accesso e il controllo idrico alla comunità. Forse il Wto o il Fondo monetario internazionale, forse Confindustria o la filosofia della deregulation selvaggia ci remano e remeranno contro, ma è una sfida che si può vincere. Anzi, si deve vincere.

Paolo Flores d’Arcais / Luigi De Magistris – L’Italia dei valori, partito uno e bino

L’Italia dei Valori è oggi due partiti: quello delle candidature  per le Europee, con schiacciante preponderanza della società civile, e quello dei mini-potentati locali, di origine e deriva partitocratica. Per diventare la principale forza di opposizione, obiettivo ormai necessario, l’Idv deve realizzare un rinnovamento radicale che porti alla sua rifondazione. Il prezzo da pagare, altrimenti, sarà quello di ripercorrere rapidamente il mesto declino del Pd.

FIACCOLATA CONTRO L’OMOFOBIA, A ROMA IN TRENTAMILA IN PIAZZA

CONTRO L'OMOFOBIA

A guidare la manifestazione, partita da piazza Venezia e proseguita fino al Colosseo, c´erano il sindaco Alemanno, il presidente della Provincia Zingaretti e quello della Regione Marrazzo. L´iniziativa era infatti fortemente voluta dai tre enti locali, che hanno voluto dare un segnale per arginare la spirale di violenza omofobica in cui è precipitata la città. Con loro anche Pacifici, presidente della comunità ebraica romana, Paola Concia del Pd e Sveva Belviso, assessore alle politiche sociali del Comune

Libertà di stampa, iniziative in tutta Italia

liberta' di stampaROMA – Sono già numerose e aumentano di giorno in giorno le iniziative per sostenere la manifestazione sulla libertà di stampa, in programma in Piazza del Popolo a Roma il prossimo 3 ottobre. “Informazione, no al guinzaglio. Diritto di sapere, dovere di informare”, questo lo slogan scelto dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Inizialmente prevista per il 18 settembre, l’iniziativa era stata rinviata in seguito all’attentato di Kabul.

Palermo – Domani nell’Auditorium Rai del capoluogo siciliano si svolgerà il convegno “Intercettazioni, libertà di stampa, diritti costituzionali”. L’incontro è promosso dall’Associazione della Stampa Siciliana, dall’Ordine regionale dei giornalisti, dall’Associazione Articolo 21 e al centro studi Pio La Torre.

Cagliari – Sempre domani a Cagliari alle 10 e 30 in Piazza della Costituzione si svolgerà una manifestazione indetta dalla sezione regionale della FNSI. L’intento è di dare la possibilità a chi non potrà essere presente a Roma, di far sentire la propria voce.

Piacenza – L’associazione Giustizia e Libertà, in occasione del Festival del Diritto, organizzerà per domani a Piacenza una raccolta di firme. Sempre sabato altri punti di raccolta delle firme ci saranno a Roma e Piombino.

Conselice (Ra) – Il comune in provincia di Ravenna è l’unico in Italia dove esiste un monumento alla libertà di stampa. Proprio per festeggiarne il terzo anniversario e per preparare la manifestazione del tre ottobre, il comune ospiterà una due giorni di dibattiti e incontri. Il 30 settembre alle 21 nel teatro Comunale, Franco Siddi, segretario della Fnsi, Gerardo Bombonato, segretario regionale dell’Ordine dei giornalisti, animeranno con altri ospiti il dibattito “Liberi di informare”. Il primo ottobre spazio a Tano Grasso, presidente della Federazione delle Associazioni antiracket e antiusura.


Torino – In contemporanea con la manifestazione di Roma, l’Associazione Stampa Subalpina ha organizzato a Torino, in Piazza Carignano, un presidio per sostenere l’iniziativa della FNSI.

Milano e Pavia – A sostegno della manifestazione romana anche a Milano, in Piazza Duomo, e Pavia saranno organizzati dei presidi.

Sul web – La mobilitazione cresce anche sul web. La Fnsi ha dato vita a un apposito blog per raccogliere adesioni e materiali. Molte forze politiche parteciperanno alla manifestazione del 3 ottobre, tra cui il Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. Hanno aderito anche la CGIL, l’Arci, l’ANPI, l’associazione Articolo 21 e quella Libertà e Giustizia, l’Unione Cattolica Stampa Italiana, le Acli e la Fiom. Su Facebook sono nati una miriade di gruppi per sostenere e promuovere l’evento.

Le associazioni internazionali – Sostegno alla manifestazione è arrivato anche dal CINI, il Coordinamento Italiano Network Internzionali, di cui fanno parte ActionAid, l’Armef, Save The Children, Terres Des Hommes, Vis, il WWF e World Vision.

Mercati cittadini. poca igiene e tanta illegalita’

SPAZI IN CONCESSIONE AGLI AMBULANTI
«A seguito di numerose segnalazioni dei residenti  e constatato lo stato in cui, molti commercianti, incuranti del suolo pubblico loro concesso, lasciano le predette aree disseminate di materiale di ogni tipo, compromettendo le condizioni igienico sanitarie dell’intera area, si provveda a fornire ai soli commercianti autorizzati i relativi sacchetti per la raccolta dei rifiuti prodotti, dotati di relativo numero di assegnazione di posteggio e dell’autorizzazione loro concessa », Mentre il gruppo giovanile di Italia dei valori della provincia di messina chiedono  all’assesore al commercio GIUSEPPE PUGLISI piu’ controlli nelle zone adiacenti alla via primo settembre  sull’occupazione suolo di tutti quei commercianti che esercitano la propria attivita’ sul suolo pubblico creando piccoli bazar “abusivi”  e a tutti coloro che vendono incaglierie di ogni genere a piazza duomo dando una immagine non gradevole a tutti i turisti che ogni giorno visitano la nostra meravigliosa citta’ .

Gianluca Libro

I Giovani IDV solidali con i precari della scuola

PROVVEDITORATO AGLI STUDI DI MESSINA

Non si ferma la protesta dei precari della scuola contro i tagli del duo Gelmini-Tremonti.
Il 12 settembre due insegnanti di Messina hanno dato inizio a uno sciopero della fame per protestare contro i tagli della riforma Gelmini. Una delle due docenti, Letizia Sauta, insegnante di sostegno, è rimasta senza un incarico annuale già l’anno scorso, e teme che questo la escluda definitivamente dalla professione che ha esercitato per oltre vent’anni. Mentre l’altra insegnante che ha dato inizio allo sciopero della fame, Rosaria Marchetta, probabilmente rientrerà nei criteri richiesti dal decreto ’salva-precari’, ma per lei è una questione di principio, oltre che di solidarietà con la collega.
In Sicilia oltre 5000 insegnanti non verranno riconfermati. La protesta di Rosaria e Letizia a Messina è affiancata da quella degli altri insegnanti precari della città che da giorni hanno occupato l’ufficio scolastico provinciale.
I giovani dell’Italia dei Valori di Messina e della Provincia di Messina, questa mattina si sono recati davanti alla sede del Provveditore, per portare la loro solidarietà ai precari della scuola che da sabato scorso hanno iniziato lo sciopero della fame.
“Tra i giovani IDV ci sono tanti studenti e precari. Siamo qui, con insegnanti e personale ATA, per manifestare il nostro dissenso alla riforma Gelmini”, ha dichiararlo Gianluca Libro coordinatore giovani IDV Provincia di Messina.
I giovani di IDV hanno affermato che continueranno a seguire queste manifestazioni e se  necessario  torneranno a manifestare.
L’Italia dei Valori presenterà a breve alla Camera e al Senato una mozione per chiedere il ritiro del provvedimento del Ministro Gelmini.

                                            Arianna Perrone

LA VERGOGNA DELLO SCUDO FISCALE ALLARGATO

ROMA – «Nessun commento. Quando mi sarà trasmesso il testo da promulgare, approvato dal Parlamento, valuterò le eventuali novità». Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non si sbilancia sulla norma sullo scudo fiscale approvata dal Senato nel decreto correttivo alle misure anti-crisi. Da più parti sono state paventate perplessità del Quirinale di fronte all’inclusione di reati quali il falso in bilancio nel provvedimento che condona, favorendone il rientro, i capitali nascosti al fisco e custoditi all’estero. Ma il capo dello Stato, interpellato dall’Ansa, non ha voluto dare alcuna anticipazione su quelle che saranno le sue valutazioni.

IL VOTO IN AULA – Il testo – ovvero il decreto legge correttivo della legge anticrisi – con in più la modifica apportata da un emendamento del senatore del Pdl, Salvo Fleres, fatto proprio dalle commissioni riunite Bilancio e Finanze che lo avevano approvato martedì, è stato varato approvato oggi al Senato. L’approvazione è avvenuta con 140 voti favorevoli, 21 contrari e un astenuto.

LE NOVITÀ DELLA LEGGE – La nuova norma estende lo scudo fiscale ai reati tributari e alle violazioni contabili, come il falso in bilancio. Per aderire allo scudo fiscale ci sarà meno tempo, fino al 15 dicembre (dal 15 aprile inizialmente previsto) per poter portare a bilancio di quest’anno gli introiti. Lo scudo fiscale non darà nessuna copertura per i procedimenti penali in corso al 5 agosto 2009, mentre sarà copertura solo per i procedimenti amministrativi, civili e di natura tributaria successivi alla data di entrata in vigore della legge anticrisi, ovvero dal 5 agosto 2009. Viene inoltre stabilita la cancellazione dell’obbligo di segnalazione da parte dei professionisti ai fini delle norme antiriciclaggio. Infine, viene estesa la copertura garantita dallo scudo fiscale per le società collegate o controllate estere.

IL PD HA LASCIATO L’AULA – Il Pd non ha partecipato al voto. «Se i ministri Tremonti e Alfano non verranno in aula questo provvedimento ve lo voterete da soli perché noi non parteciperemo» ha detto Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, intervenendo in dichiarazione di voto sull’emendamento al dl correttivo. In precedenza era mancato il numero legale nell’Aula di Palazzo Madama, tanto da rendere necessario un aggiornamento della seduta. Poi l’approvazione è arrivata. Il provvedimento passa ora alla Camera dei deputati. «Allora era più onesto il cartello di Medellin – attacca la Finocchiaro una volta uscita dall’Aula -. Si è presentato con i suoi capi, con nome e cognome, al governo colombiano per offrirgli di far rientrare i capitali all’estero e aiutare così il bilancio pubblico. Da noi, in violazione di tutte le norme, si fanno rientrare capitali sulla cui costituzione nessuno indagherà mai e a si garantisce l’anonimato, in spregio a qualsiasi norma di civiltà giuridica». Il presidente dei senatori definisce il provvedimento «una vera porcata».

«RIPULITURA DI DENARO» – Secondo Pier Luigi Bersani «la legge finanziaria è stata sostituita dal condono». «Eccoci arrivati all’obiettivo – prosegue -: una colossale ripulitura di denaro organizzata dallo Stato a poco prezzo. Questo sarebbe il governo che sta con il popolo e non con i parassiti». Anche Massimo D’Alema giudica «grave» il provvedimento sullo scudo fiscale, in quanto favorisce il «massimo di opacità» e rappresenta «un enorme favore» a chi ha frodato il fisco. Per l’Italia dei Valori parla il presidente dei senatori Felice Belisario: «Alla faccia degli italiani che pagano le tasse e degli italiani onesti che rispettano le regole. Questo governo è antitaliano, è contro l’Italia perché dichiara non punibili tutti i reati fiscali e il riciclaggio di denaro sporco. Il governo consegna il nostro Paese ai poteri forti, alle bande malavitose e anche ai terroristi oltraggiando lo Stato di diritto. L’Italia è diventata un Paese dove violare la legge è la regola».

ANM: «UN DANNO AL DIRITTO» – Anche l’Associazione nazionale magistrati si è schierata contro l’estensione dello scudo fiscale, esprimendo «preoccupazione» per gli effetti del provvedimento. «Il diritto penale richiede certezza ed effettività della pena, e non può tollerare un così frequente ricorso ad amnistie o sanatorie, in particolare nel settore delicatissimo dei reati economici e fiscali».